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Cocullo e le serpi

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Fin dalle prime ore del mattino, migliaia di persone e pellegrini, provenienti da Lazio, Molise, Campania, si riversano a CoculloMaps-icon-small il piccolo borgo montano della Valle del Sagittario in Abruzzo abitato all’incirca da 250 anime,  per vedere da vicino, toccare e immortalare le decine di serpenti catturati nei giorni scorsi dai serpari nelle campagne circostanti.

San Domenico e i serpenti una manifestazione unica al mondo, che dal 2012 si svolge alla mezza di ogni primo maggio da oltre 350 anni, il gesto di porre delle serpi intorno alla statua di un santo esprime la soluzione dell’ eterna opposizione tra il mondo naturale con tutte le sue insidie e il mondo umano costretto a difendersi per sopravvivere.

Il personaggio più rappresentativo di questa festa millenaria, di origini pagane è il Serparo, nella piazza principale sostano  in attesa della processione, esibendo orgogliosamente i vari tipi di serpi che sono riusciti a catturare. All’inizio della processione, il Santo, portato a braccia  esce dalla chiesa  dove sul sagrato, lo attendono  i serpari, che pongono su di esso centinaia di rettili non velenosi fino a riempirne la figura.

I serpenti  dopo la festa saranno liberati e rilasciati nei luoghi dove erano stati trovati.