
L’isola lunata, così è chiamata per la sua forma di mezza luna, Ponza
che assieme a Ventotene compone l’arcipelago delle isole Pontine o Ponziane. Abitata già al tempo degli Ausoni, nel 1500 a.C. Ponza divenne in seguito dominio romano, poi teatro di diverse occupazioni e spesso indicata come luogo di esilio: da Agrippina minore e la sorella Livilla, dopo aver tentato una congiura contro l’imperatore Caligola all’ultima “illustre” detenzione di Benito Mussolini (ospitato nella “casa gialla”)
prima del trasferimento sul Gran Sasso, dopo la sfiducia del gran consiglio il 25 luglio 1943. Rimasta disabitata a seguito delle incursioni saracene e turche, Ponza subì un processo di ripopolamento a partire dal 1700 con coloni di origine campana.

Ponza è raggiungibile in elicottero ma soprattutto via mare con i collegamenti tutto l’anno con i porti di Formia
, Terracina
, San Felice Circeo
ed Anzio
.
Acque cristalline, paesaggi mozzafiato e natura selvaggia, questa è Ponza, con diverse insenature naturali che la rendono ambita meta turistica.

La spiaggia più conosciuta è Chiaia di Luna
, ed è circondata da un’alta scogliera a picco sul mare. Considerata tra le più belle del Mediterraneo, la spiaggia di Chiaia, oggi chiusa per dissesto idrogeologico, era frequentata già in epoca romana, e furono gli architetti di Augusto a progettare e a far realizzare un tunnel lungo 168 metri che ancora oggi consente l’accesso dal centro urbano alla spiaggia di sassolini.

Sempre d’epoca romana i resti di alcune ville di età repubblicana presso il promontorio di Punta della Madonna
, ma utilizzata anche in età imperiale, in località Sant’Antonio
, Santa Maria
, scoperta nel 1925 durante dei lavori di manutenzione stradale, oltre alla presenza di cisterne ed acquedotto romano
che potevano contenere circa 10mila m³ d’acqua. Il tratto costiero di Ponza è frastagliato e per lo più roccioso: caolino e tufo confermano la sua origine vulcanica.

La presenza di grotte sottomarine e di scogliere richiamano ogni stagione migliaia di appassionati subacquei, pronti ad immergersi per ammirare da vicino i fondali.

Il porto, d’epoca borbonica, invece è considerato un eccellente esempio di architettura napoletana, risalente alla seconda metà del ‘700. Il centro urbano nasce a ridosso del porto, ma Ponza è composta anche dalle frazioni di Santa Maria che dista dal porto poco più di 15 minuti a piedi e vi si accede attraverso un tunnel d’epoca romana e la località Le Forna
dove insistono diverse insenature e le “piscine naturali”, dove il paesaggio appare ancora più selvaggio ed affascinante. Tra le aree naturali presenti sull’isola e di particolare interesse oltre ad essere meta di turisti e visitatori: dalla spiaggia di Frontone
, l’unica facilmente raggiungibile dal porto grazie a un collegamento garantito da noleggiatori presso la Banchina Nuova
, alla spiaggia di Lucia Rosa
raggiungibile con i collegamenti urbani che partono dalle Piscine Naturali
, luogo dove è possibile fare il bagno, a Cala Fonte
e Cala Feola
, Cala Felci
.

Tra le aree naturali visibili percorrendo in barca il tratto costiero di Ponza, le grotte di Pilato
un complesso di caverne anche queste realizzate in epoca romana, scavate a livello del mare. In epoca medievale si diffuse la credenza mai confermata, ma nel contempo mai smentita, che il nome dell’isola trae origine dalla presenza del proconsole romano Ponzio Pilato, del quale a dir il vero si conosce ben poco eccezion fatto per il suo periodo di governatore in Giudea. Ma ci sono altre leggende che alimentano il fascino dell’isola. Tra le storie più conosciute c’è quella della Maga Circe, collegata dalla tradizione al mito di Ulisse e alle vicende narrate nell’Odissea. Secondo una delle interpretazioni della leggenda, proprio queste isole sarebbero state associate alla dimora della maga capace di trasformare gli uomini in animali.
Un’altra storia molto popolare è quella di Lucia Rosa, una giovane protagonista di una tragica vicenda d’amore. Secondo la tradizione, la ragazza si sarebbe gettata dalla scogliera a causa di un amore contrastato e ai suoi racconti sono legati i Faraglioni di Lucia Rosa, uno degli angoli più suggestivi della costa ponzese.

Ponza è il cuore dell’arcipelago delle Isole Pontine, quest’isola considerata la maggiore, è circondata da altre tre isole molto diverse tra loro: Palmarola, Zannone e Gavi, che insieme formano il gruppo occidentale dell’arcipelago. Di origine vulcanica, le quattro isole offrono paesaggi spettacolari e ambienti naturali molto diversi: se Ponza è la più frequentata e dispone di numerosi servizi turistici, Palmarola e Zannone conservano un carattere decisamente più selvaggio, mentre la piccolissima Gavi è praticamente uno scoglio affiorante dal mare.

Distante 7 miglia circa da Ponza, Palmarola è una riserva naturale quasi disabitata, famosa per le falesie, le grotte, i faraglioni e le acque limpide, tanto che Jacques-Yves Cousteau l’ha definita «l’isola più bella del Mediterraneo». Caratteristiche le case scavate nella roccia, mentre in estate è presente un piccolo ristorante sulla spiaggia. Il modo migliore per scoprirla è circumnavigarla in barca, magari con una sosta per il bagno o lo snorkeling.

A poche centinaia di metri da Ponza si trova la minuscola Gavi, un isolotto di circa 700 metri per 350, completamente privo di spiagge e insediamenti. La costa rocciosa e frastagliata ospita un’unica cavità marina, il suggestivo Grottone di Gavi, visibile durante le escursioni in barca.

Per chi visita Ponza in questo periodo, la festa di San Silverio è quindi un’occasione per conoscere l’isola oltre le sue spiagge e il suo mare: un appuntamento in cui devozione religiosa, identità marinara e partecipazione popolare si incontrano, trasformando per alcuni giorni l’intera comunità in protagonista.

Con pendii coltivati a vite, a Ponza si producono vini apprezzati dai residenti e turisti come il Fiano di Ponza e il Biancolella. Sui piatti tipici da provare, oltre ai tradizionali piatti a base di pesce
, la zuppa di lenticchie, gli spaghetti col granchio fellone e tutti i gustosi calamari ripieni
.
