Spello: Borgo Fiorito, Storico e Suggestivo nel Cuore dell’Umbria

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SpelloMaps-icon-small è un suggestivo borgo umbro adagiato sulle pendici del Monte Subasio, nella Valle Umbra, a circa 280 metri di altitudine, dove il paesaggio collinare incontra un centro storico ricco di testimonianze romane e medievali. Il territorio comunale confina con AssisiMaps-icon-small, ValtopinaMaps-icon-small, FolignoMaps-icon-small, BevagnaMaps-icon-small e CannaraMaps-icon-small e offre un interessante punto di partenza per esplorare alcuni dei luoghi più caratteristici dell’Umbria. La sua posizione, tra il Subasio e la pianura, permette inoltre di alternare facilmente visite culturali, passeggiate nella natura e itinerari dedicati all’enogastronomia.

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Il centro storico è uno dei motivi principali per visitare Spello, con vicoli in salita, archi, palazzi in pietra e scorci panoramici sulla Valle Umbra.

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Tra gli edifici più importanti spicca la Collegiata di Santa Maria MaggioreMaps-icon-small, di origine medievale, che conserva al suo interno la celebre Cappella Baglioni, uno dei capolavori del Pinturicchio, oltre ad altre opere di importanti artisti umbri. È una tappa fondamentale per chi ama la storia dell’arte e permette di entrare in contatto diretto con la grande stagione rinascimentale dell’Umbria.

Durante il Corpus Domini, Spello cambia completamente volto grazie alle celebri

©Proloco Spello

Infiorate, una delle tradizioni più conosciute della città. Le strade del centro storico vengono ricoperte da grandi tappeti e quadri realizzati con petali e altri materiali vegetali, spesso ispirati a soggetti religiosi. La tradizione è documentata almeno dal 1831 e oggi coinvolge numerosi gruppi di infioratori; complessivamente vengono realizzati circa 1.500-2.000 metri di composizioni floreali, trasformando il centro storico in un vero e proprio museo a cielo aperto.

Porta Venere-©G.Miele/guidesmart

Per conoscere la Spello romana bisogna invece seguire il percorso archeologico urbano e osservare con attenzione le antiche mura, che conservano importanti testimonianze di epoca romana e sono state successivamente integrate e trasformate nel corso del Medioevo.

Porta consolare-©G.Miele/guidesmart

Tra i monumenti più rappresentativi spicca la Porta ConsolareMaps-icon-small, l’antico ingresso principale alla città sul versante meridionale: la struttura, di età triumvirale, è realizzata con grandi conci di pietra bianca del Subasio, perfettamente lavorati e disposti senza malta di legamento. Le tre aperture, destinate al passaggio dei carri e dei pedoni, raccontano ancora oggi la funzione strategica che Spello ebbe in epoca romana.

Villa dei mosaici-©HJunghans

Da non perdere è anche la Villa dei Mosaici di SpelloMaps-icon-small, scoperta casualmente nel 2005 durante alcuni lavori pubblici in località Sant’Anna. La residenza, risalente all’età imperiale romana, conserva circa 500 metri quadrati di ambienti riportati alla luce, con dieci stanze caratterizzate da raffinati pavimenti a mosaico policromo, decorazioni geometriche e raffigurazioni di persone, animali e soggetti fantastici. Il moderno polo museale permette di conoscere la villa attraverso ricostruzioni tridimensionali e strumenti multimediali, rendendola una delle visite più interessanti per chi vuole andare oltre l’immagine medievale del borgo.

Palazzo comunale-©gianniciu10/pixabay

Nel cuore del centro storico merita attenzione anche Piazza della RepubblicaMaps-icon-small, dove si trovano il Palazzo ComunaleMaps-icon-small e il Museo delle InfiorateMaps-icon-small, dedicato alla storia e alla tradizione artistica del Corpus Domini.

Chiesa di S.Andrea-©G.Miele/guidesmart

Proseguendo lungo Corso Cavour si incontrano la Chiesa di Sant’AndreaMaps-icon-small, il Palazzo dei CanoniciMaps-icon-small e la Pinacoteca civicaMaps-icon-small, mentre l’itinerario conduce progressivamente verso la cappella TegaMaps-icon-small e Santa Maria Maggiore e Porta Consolare. Per gli amanti dei panorami, inoltre, la salita verso l’Arco Romano permette di raggiungere un belvedereMaps-icon-small affacciato sulla Valle Umbra.

Cosa mangiare a Spello

Pappardelle al ragù di cinghiale-©G.Miele/guidesmart

La gastronomia di Spello è strettamente legata alla tradizione umbra e trova nell’olio extravergine di oliva uno dei suoi prodotti più rappresentativi. Il paesaggio degli oliveti sulle pendici del Subasio è infatti parte integrante dell’identità del territorio e, durante la stagione della raccolta, l’olio nuovo diventa protagonista di degustazioni e iniziative gastronomiche. Un appuntamento particolarmente legato a questa tradizione è la Festa dell’Olivo e Sagra della Bruschetta, durante la quale vengono valorizzati prodotti locali come pane, olio e tartufo.

A tavola si possono incontrare diverse specialità della cucina umbra: paste tradizionali condite con sughi di carne o funghi, tartufo, salumi, formaggi e porchetta, oltre a preparazioni semplici nelle quali l’olio extravergine rappresenta spesso uno degli ingredienti fondamentali. La porchetta è un prodotto molto diffuso nell’Italia centrale e può essere gustata anche come spuntino con il pane, ma è più corretto considerarla una specialità della tradizione regionale piuttosto che un’esclusiva gastronomica di Spello.

Coglioni del nonno (sx) e mulo (dx)-©G.Miele/guidesmart

Quanto ai vini, Spello si trova nel cuore di un territorio particolarmente vocato alla viticoltura umbra. Tra le etichette regionali che si possono incontrare nei ristoranti e nelle enoteche figurano il Sagrantino di Montefalco, uno dei grandi vini rossi dell’Umbria, e diverse espressioni a base di Grechetto. Non si tratta però di vini esclusivamente spellani: il Sagrantino è specificamente legato all’area di Montefalco e alle denominazioni previste dal relativo disciplinare. Per completare un pasto si possono inoltre trovare formaggi e dolci della tradizione regionale.

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Tra i prodotti dolciari umbri merita una menzione il torciglione, preparazione a base di mandorle dalla caratteristica forma attorcigliata, tradizionalmente associata al periodo natalizio. È uno dei dolci più riconoscibili della tradizione regionale e rappresenta una curiosità gastronomica interessante soprattutto per chi vuole scoprire sapori diversi dai classici dessert italiani.