
In via dell’Annunziata
, a Gaeta, si trova uno dei tesori più preziosi del patrimonio artistico e religioso della città: la Cappella dell’Immacolata Concezione, conosciuta anche come “Cappella d’Oro” o “Grotta d’Oro”. Un ambiente di grande suggestione, dove arte, fede e storia si incontrano in uno scenario di rara bellezza.

La cappella è caratterizzata da una splendida volta a botte lignea, suddivisa in cassettoni intagliati e decorati con oro zecchino, una lavorazione che dona all’ambiente una luminosità particolare e dalla quale deriva il suo nome. Le pareti sono impreziosite da un ciclo pittorico realizzato prevalentemente da Giovan Filippo Criscuolo nel 1531, con scene dedicate alla vita della Vergine e di Gesù. Sull’altare si trova la celebre pala dell’Immacolata Concezione, dipinta nel 1582 da Scipione Pulzone, detto il Gaetano, importante interprete della pittura italiana del Cinquecento.

La Cappella d’Oro custodisce anche una pagina significativa della storia della Chiesa. Durante il suo esilio a Gaeta, tra il 1848 e il 1849, Papa Pio IX era solito raccogliersi in preghiera proprio davanti all’immagine della Vergine.
Secondo la tradizione, le sue meditazioni in questo luogo contribuirono a maturare la decisione di proclamare il Dogma dell’Immacolata Concezione. Il 2 febbraio 1849, da Gaeta, il Pontefice emanò la lettera enciclica Ubi Primum, avviando una consultazione dei vescovi sulla definizione del dogma, che sarebbe stato proclamato ufficialmente a Roma l’8 dicembre 1854.
Anche Papa Giovanni Paolo II si fermò in preghiera nella Cappella d’Oro durante la visita pastorale a Gaeta del 25 giugno 1989, ricordando proprio il ruolo della città nella storia della proclamazione del Dogma. Una visita che aggiunge ulteriore valore a questo luogo, dove si conservano testimonianze artistiche di grande pregio e una vicenda religiosa di risonanza mondiale.
