Da Santander a Saint Jean de Luz by car

Da Santander a Saint Jean de Luz by car
Diari di Viaggio e Tempo Libero
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Prendi quattro amiche, mettile in un’auto a noleggio, dà loro un navigatore e vedrai come, anche il più improbabile dei viaggi on the road sarà un’esperienza unica. Insomma, non è necessario essere un centauro o un massimo conoscitore delle autostrade europee per affrontare un’avventura simile che in effetti offre un’incredibile quantità di vantaggi, uno su tutti quello di decidere giorno per giorno dove andare e quanto tempo sostare.

La proposta di viaggio è la seguente: partenza da SantanderMaps-icon-small e arrivo a BordeauxMaps-icon-small, tappa obbligatorie BilbaoMaps-icon-small, ammessa ogni variazione sull’ itinerario purché sia in un raggio di chilometri tale da poter tornare entro sera sulla rotta principale. Quanto all’auto, la si può noleggiare in DSC00430aeroporto a Santander per poi depositarla al termine del tour a Bordeaux e riprendere l’aereo; oppure si può visitare il visitabile senza vincoli e, a vacanza quasi finita, imboccare l’autostrada per tornare a Santander e volare a casa (il consiglio di guidesmart).

Otto giorni sono sufficienti per esplorare città più importanti e ricche di attrattive come San SebastiánMaps-icon-small e Bilbao ma anche una miriade di altri piccoli ma incantevoli paesini al confine tra la Spagna e la Francia. Tra improvvisate e tappe pianificate, in definitiva l’itinerario completo è stato il seguente: Santander, Bilbao, GuernicaMaps-icon-small, KortezubiMaps-icon-small, LekeitioMaps-icon-small, San Sebastián, HondarribiaMaps-icon-small, Saint Jean de LuzMaps-icon-small e BayonneMaps-icon-small.

 

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Il Parco della Penìnsula de la Magdalena

Scogliere mozzafiato, ampie spiagge, casinò, arredi urbani e strade impeccabili, giardini curati, palazzi sontuosi e club raffinati: Santander (capoluogo della comunità autonoma della Cantabria) è una delle città più ricche della Spagna, lo si capisce al primo sguardo.

Bellezze naturali e insediamenti risalenti a diverse epoche offrono però spunti per tutti i gusti, tanto per chi cerca movida e locali in, quanto per chi ha intenzione di fare una vacanza naturalistica. In entrambi i casi, imperdibile la visita della Penìnsula de la MagdalenaMaps-icon-small a bordo del mitico trenino che, in 25 minuti, ti consente di scoprire un parco di 25 ettari. Simbolo dell’area verde, il monumento a Félix Rodriguez de la FuenteMaps-icon-small, un naturalista spagnolo del XX secolo.

 

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Playa del Camello

Anche se non è certamente tra i più grandi della Spagna, in molti conoscono Santander soprattutto per il Gran Casinò SardineroMaps-icon-small ovvero un sontuoso palazzo conosciuto non tanto per le slot machine quanto per i tavoli da gioco che chiudono alle 4 del mattino. Altri due itinerari particolarmente interessanti sono quello delle spiagge (Playa de la Concha, Playa de Langre, Playa del Camello) e quello artistico monumentale. Sotto quest’ultimo profilo, le tre attrazioni principali sono sicuramente los Jardines de PeredaMaps-icon-small, che accolgono statue dei più noti personaggi cantabrici tra cedri e magnolie, il Banco e la Catedral di SantanderMaps-icon-small.

 

Bosco di Oma motocicletteDopo aver visitato Bilbao, in una quarantina di minuti di tragitto si arriva in un altro piccolissimo ma incredibile paesello della Biscaglia, Kortezubi, appena 363 abitanti e due attrazioni uniche: le antichissime grotte di SantimamiñeMaps-icon-small, i cui resti scoperti nel 1916 risalgono ad un’epoca compresa tra il Paleolitico e i primi insediamenti romani, e Oma.

In pochi lo conoscono ma, per chi c’è stato, si è sicuramente trattato di un’esperienza indimenticabile, il bosco di OmaMaps-icon-small è infatti una delle più straordinarie opere di land art in Europa. Al termine di una piacevole passeggiata tra i boschi (si consigliano scarpe comode, meglio se da trekking) si viene infatti totalmente immersi in un capolavoro nel quale la mano della natura, con i suoi alberi e le sue rocce, si fonde con quella dell’uomo. DSC00368

La bizzarra ma incredibilmente felice idea venne nel 1984 all’artista Agustín Ibarrola che decise di trattare la foresta come fosse una tela bianca. I disegni, coinvolgono decine di alberi che diventano uno straordinario unicum se osservati in un punto specifico indicato, naturalmente, con cartelli e segnaletica.

Coloratissime, fantasiose e ispirate all’arte rupestre, le opere non hanno sempre un significato immediato e inducono i visitatori a discutere e a confrontarsi. Ogni singola linea, che guardata singolarmente non significa nulla, risulta essere infatti la parte di un insieme straordinario ed è anche per questo se si parla di “Bosco incantato di Oma”.

 

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