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La Basilica Cisterna di Istanbul

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Immagine di copertina: ©Activedia/pixabay.com

L’unico svantaggio di Istanbul è l’insufficienza di risorse idriche. Ma questo problema non si è mai fatto sentire durante il periodo Bizantino, nè in

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quello Ottomano.
Era un enorme fatica trasportare l’acqua in città da altri luoghi, anche prima di diventare la capitale dell’Impero Bizantino; in questo periodo perciò, vennero realizzate le cisterne e questo problema ebbe fine.

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Il più importante edificio del periodo Bizantino è la Cisterna di YarebatanMaps-icon-small una costruzione monumentale che si trova di fronte alla Basilica di Santa Sofia.
Essa riusciva a soddisfare gran parte del bisogno d’acqua e venne chiamata palazzo di Yarebatan”Yerebatan Sarayı“.

Quando entrerete vi renderete subito conto che questo nome non è assolutamente errato, una enorme struttura sotterranea del VI secolo al cui interno si trovano un imponente colonnato.

Il colonnato è composto da 336 colonne, organizzate in ben 12 file da 48 colonne che hanno un’altezza di 9 metri in un’area rettangolare di 140 m. di lunghezza e 70 m. di larghezza. Una di queste, porta il nome di Colonna

Piangente, dove sono incise forme di lacrime e occhi.

Una particolarità della colonna è che, essendo umida e bagnata, dà la sensazionoe che stia piangendo. Le piattaforme di legno poste sopra l’acqua dove nuotano grandi pesci, portano nel punto più attraente della cisterna; vi troverete infatti davanti alle teste di Medusa, della quale si credeva che chiunque la guardasse dritto negli occhi sarebbe rimasto pietrificato.

Si pensa che queste teste di Medusa utilizzate come piedistallo per le colonne fossero state portate per proteggere la città dalle cattiverie e posizionate al rovescio e di lato.